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ALBUM DELLA SETTIMANA THE KINKS # 30 “SOMETHING ELSE BY THE KINKS” 1967

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LA COPERTINA DI “SOMETHING ELSE BY THE KINKS” DEL 1967

il 15  settembre del ’67 vede  luce  un altro gioiello di una fantastica annata, e  come  il buon vino anche  in questo caso il tempo regala  un sapore  genuino e ancora superbo dopo molti anni come  solo i  Kinks  sanno fare e   sopratutto Ray Davies, autore  di quasi tutti i testi, che da questo album diventa produttore  in toto, dopo 4 dischi di grande  livello poteva essere  facile cadere in fallo e produrre  un lavoro banale, ma così non fu, psichedelia,  testi sempre  piu graffianti e sarcastici verso il modello British tradizionale  e  una band  sempre  più orientata  verso un atteggiamento Dandy, quel Dandismo che  proponeva durante  il periodo della restaurazione nel  XVIII secolo,  una critica della società borghese del regno unito con una ironia  che  si può proprio riconoscere nei testi dei Davies, anche quando come  nel  caso di “Death Of A Clown”, singolo uscito precedentemente  come  disco solo di Dave, si parla attraverso una metafora  di un clown morente  a proposito di un amore  finito ma che apre  le  porte  ad altre interpretazioni, in italia Guccini la tradurrà con un testo completamente differente “Un figlio Dei  Fiori Non Pensa Al Domani” per  i Nomadi rendendola però sonoramente  molto fedele  all’originale.

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I KINKS NEL ’67 DA UNA FOTO DELLA RIVISTA “GIOVANI”

 

Il disco è nel complesso  ricco  di quei riferimenti al fenomeno psichedelico che  sta invadendo tutta la musica rock di quell’anno, ma lasciando da parte  alcuni classici  come l’esordio dei Pink Floyd  o i Beatles di Sergent  Pepper, questo è un altro disco proiettato in quel  futuro modernista che con il tempo acquista valore e  qualità, il condimento di  ironia e  cinismo con cui si viaggia attraverso le canzoni come  “Waterloo Sunset”, “David Watts”, Lazy Old Sun” oltre alla gia citata “Death Of A Clown” con gli arrangiamenti di  Nicky Hopkins , raccoglieranno poco successo  nell’immediato, ma le  influenze  sulla futura scena  mod  saranno molte con   uno stile  profondamente personale, che  raccolse  poco anche  per  la censura  imposta oltre  oceano alla band  a cui venne vietato di esibirsi in TV ma che  oggi ha un posto d’onore  nella classifica dei dischi più influenti del rock dei sessanta!

 


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