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MAU Museo d’Arte Urbana: Artisti e Opere #43

Opera “Live painting” (2012) Rocciamelone, 2 – MAU Museo d’Arte Urbana – Torino

 

Kasy23 in fase di completamento della sua opera al MAU

Andrea Casillo, in arte Kasy23 è nato a Seriate (BG) il 24 aprile 1980.
I muri dipinti delle città raccontavano all’artista storie fantasiose fatte di sogni ed illusioni. Sogni di un giovane uomo che amava l’arte dei graffiti. Un giorno per Andrea gli spray diventano una vera passione e motivazione di vita Non è per niente facile riempire degli spazi vuoti. Sembrano talmente vasti che risulta impossibile immaginarli pieni, colorati e semplicemente vivi. Bisogna avere della quantità di idee pazzesche, avere nella testa immagini dettate da emozioni splendide e forti e sicuramente della qualità per dare forma e sostanza a sentimenti pronti ad esplodere in qualsiasi istante. Le tele di Kasy ben si prestano a questo gioco dell’immaginazione. Colori lucidi e sfumature armoniose donano libertà alle linee. Una casualità nella quale le forme prendono autonomamente il loro spazio e sembra siano sempre esistite. Il colore è uno dei protagonisti assoluti nella poetica dell’artista. Parola d’ordine di una vita intera. Kasy23 non ha studiato in una scuola d’arte, niente accademie o licei artistici, ma è stata la passione a guidarlo e il risultato stupisce! La sua è un’arte priva di leggi e regole, aperta al reale e all’astratto, al simbolico e al concreto, alla luce e al colore. E’ la sua forte personalità, il suo carattere forte e di compagnia, estroverso e determinato che lo portano al religioso silenzio mentre dipinge nel suo garage, dove il rumore amico è la bomboletta che come un flash abbaglia di giorno spesso e volentieri anche a tarda ora il piccolo spazio dove prendono forma e colore le tele. Produce una quantità impressionante di dipinti, siano essi donne o città, tubi oppure geometrie, quello che conta è produrre , anche nel suo significato più materiale perché produrre per lui significa liberare le emozioni, ascoltarle e dar loro voce immagine e corporietà.
Osservando le opere astratte, di primo acchito pure esplosioni di colore, si scopre come siano spesso riconducibili a rappresentazioni di mondi microscopici o atmosfere spaziali. Un viaggio continuo tra gli estremi della materia, in cui si ripercorrono strade, immagini ed emozioni di una vita.
Non c’è dubbio che l’errore per cui queste opere sono su una tela e non su un muro, sia stato un vero e proprio baco del sistema. Da qui, è partito, però, un mondo parallelo, una nuova espressione artistica che non ha tradito il passato, ma lo ha sposato in una naturale prosecuzione, quasi fosse una scelta.
Un’energia sconvolgente che ha lasciato poco spazio a sentimenti negativi: molto più a portata di mano fremevano bombolette ancora buone e sporche di arcobaleni.
Ecco dunque il suo universo fatto di vento colorato, di colore trasportato dal vento, alcuni pigmenti fuggono, altri si fissano indelebilmente, segnano, di-segnano, raccontano, come tatuaggi sul corpo della società, della realtà. Muri, tele, come pelle, come fossero fatti di pelle, pelle morbida che si lascia accarezzare o pelle rigida capace di rifiutare con assoluta indifferenza ciò che non riesce a comprendere.

Edoardo Di Mauro

 


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