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MAU Museo d’Arte Urbana: Artisti e Opere #41

Gianluca Nibbi è nato nel 1976. Vive e lavora a Torino
Gianluca Nibbi è un giovane ed eccellente testimone di come la pittura sia attualmente strumento privilegiato per una buona fetta dell’ultima generazione. Con in più il confortante viatico di essere, in questa fase, considerata strumento artistico “alla moda” dal panorama dell’arte. Complice un’euforia in buona parte artificiosa e determinata, a mio parere, principalmente dall’invasività, per certi aspetti anche benefica, di un apparato comunicativo che, sempre più famelico di argomenti da dibattere e divulgare,  ha scoperto, da ultimo, anche l’arte come detentrice di una non trascurabile nicchia di interesse, in  particolar modo quando si avvale degli strumenti retorici dello stupore e del sensazionalismo, come ben ha insegnato la sagace lezione di marketing della nuova arte inglese. Questo ennesimo “ritorno alla pittura” è invece fenomeno puramente nostrano, figlio più che altro della stanchezza intollerabile prodotta dagli anni ’90, con la loro ininterrotta sequela di trovate neoconcettuali e di artisti, così come anche di critici, “usa e getta”. Il tutto ha fatto sì che l’attenzione generale venisse dirottata su questo sito. In realtà la pittura, dopo un’evidente assenza di alcuni anni, dovuta alla fenomenologia di un’arte che aveva imposto gli ardori minimalisti ed analitici del Concettuale storico, è ritornata in forze sulla scena dopo la metà degli anni ‘70, dapprima in solitaria, dagli anni ’80 in poi, fino ad oggi, in compagnia di altre modalità espressive che danno corpo all’eclettismo artistico contemporaneo. Lo spazio di questo intervento è troppo breve per dare conto dei passaggi e delle varianti dell’ultimo quindicennio. Dirò solo che l’ultima generazione pare usare il tramite pittorico per stabilire con lo scenario contemporaneo un rapporto di evocazione, sublimando il reale per trarne i riposti umori, sfidando la fotografia e costringendola ad adeguarsi rincorrendola sul suo terreno. Gianluca Nibbi è un’artista che si è formato all’Accademia Albertina di Torino, culla di talenti pittorici. Il suo stile ed il suo comportamento denotano una autentica passione, un’espressività sincera e non mediata da concessioni al gusto del momento. Per Nibbi la pittura è sinonimo di intensità emotiva e viscerale, manualità sofferta ed al pari meditata, autentica e rinnovata “technè”. I suoi lavori, di dimensioni spesso imponenti ed in grado di scuotere emotivamente il fruitore, si sposano perfettamente con il termine di “contemporaneità evocata” da me prima usato per delimitare la predominante espressiva della giovane arte, in pittura ma non solo. I temi attualmente prediletti sono concreti, anche drammatici, tratti dalla realtà. La realtà dell’Africa con i volti innocenti di bimbi o più segnati di adulti, uomini e donne, che, ad onta di una condizione esistenziale spesso ai limiti dell’umano, esprimono un autentico candore ed una insopprimibile gioia di vivere. Con la pittura Nibbi riesce ad infondere a queste immagini un tocco di magia e, per dirla con Baudelaire, di “surrealtà”, facendole levitare dalla materialità del reale, dagli archivi della documentazione, al sempiterno superiore significato dell’immagine simbolica.

Edoardo Di Mauro


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