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IL FASCISMO È REATO NON UNA LIBERA ESPRESSIONE DI IDEE

 

“L’Italia democratica ha bisogno oggi, più di qualsiasi altro tempo di memoria, di valori, di un nuovo impegno antifascista, di tutte le forze che nella resistenza e nella costituzione si riconoscono”.

Anpi Italia

 

La partecipazione della Casa editrice Altaforte appartenente a CasaPound al Salone Internazionale del Libro di Torino, sta suscitando parecchie polemiche.

Il fondatore della casa editrice, Francesco Polacchi, ha espresso più volte il suo schieramento e adesione verso Benito Mussolini dichiarando “L’antifascismo è il vero male di questo paese” . Polacchi è orgogliosamente fascista. Pregiudicato è tutt’ora sotto processo per violenza, collabora con Primato Nazionale, testata giornalistica del partito fascista. Dirigente del Blocco Studentesco – la branca giovanile di CasaPound e imprenditore del marchio di moda Pivert con cui i “fascisti del terzo millennio” si riconoscono indossando questa linea di abbigliamento. Oltre a diffondere libri che sostengono il partito nazista ed elogiano al fascismo, ha pubblicato un libro intervista al politico Matteo Salvini.

A fronte di questo, il collettivo Wu-Ming, Carlo Ginzburg, Zerocalcare e la Presidente Anpi Nazionale, Carla Nespolo annullano la loro adesione al Salone di Torino. Anche l’Arci Torino ha espresso la suo opinione contraria chiedendo la revoca, così come Il Museo di Auschwitz dichiara “non si può chiedere ai sopravvissuti di condividere lo spazio con chi mette in discussione i fatti storici che hanno portato all’Olocausto, con chi ripropone una idea fascista della società”.

Nelle scorse ore, al contrario, associazioni, singoli e case editrici hanno manifestato la necessità di partecipare in ogni caso al Salone attraverso l’hastag #iovadoatorino, invitando a non lasciare spazio agli intolleranti, a promuovere la cultura dell’antifascismo attraverso i libri o dando adito a iniziative come cantare “Bella Ciao” in fiera.  Vi sono due visione diverse di opporsi, attraverso la libertà di espressione con dibattiti e attraverso il boicottaggio completo.

La discussione sulla presenza di una casa editrice fascista si sposta sulla libertà di parola come mezzo democratico per permettere a chiunque di esprimere la propria idea. Ma fino a che punto vi è un diritto di esprimere un parere se esso va in contrasto con i valori antifascisti dettati dalla Costituzione Italiana? Vietarlo è considerato censura o applicazione della legge?

La manifestazione del pensiero sostiene che “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere. […] e ognuno ha diritto di esprimere e diffondere liberamente le sue opinioni con parole, scritti e immagini, e di informarsi senza impedimento da fonti accessibili a tutti. Sono garantite la libertà di stampa e d’informazione mediante la radio e il cinematografo. Non si può stabilire alcuna censura.”. Allo stesso tempo la Legge Scelba sanziona chiunque “promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

Quando, allora la libertà di pensiero va in contrasto con le leggi anticostituzionali? Quale è il limite che deve essere superato?

È importante ricordare che il fascismo non è un’opinione ma un crimine. Il fascismo è la morte della democrazia perché ha basato la sua politica nella dittatura, intolleranza e repressione. Il fascismo non è sovranismo, è fascismo, ed è necessario dargli il nome corretto perché fa parte della memoria italiana. Il principale pericolo del populismo odierno sta nel non voler chiamare la storia contemporanea per quello che è, negando in modo indiretto, un presente che si rifà al passato. In questo modo, affrontarlo e debellarlo, diventa impossibile. Fascismo e nazismo avranno sempre potere fino a quando saranno accettate, fino a quando gli sarà permesso di insinuarsi dentro le istituzioni, di fare controcultura scorretta, volta a modificare la memoria, ad esprimere un’idea, quella dell’apologia di fascismo, che è appunto, reato.

La libertà di espressione non va confusa con la libertà di essere intolleranti. Il filosofo Karl Popper sostiene che “l’intolleranza nei confronti degli intolleranti è la condizione necessaria per la preservazione della natura tollerante di una società aperta”. Opporsi al fascismo non è vietare la censura. È opporsi ai valori anticostituzionali.

Ma ha senso partecipare ad un Salone che ha accettato l’adesione di Altaforte?

L’errore originario è stato quello di aver lasciato che intolleranti e fascisti potessero sedersi e discutere alla pari con chi crede nella democrazia e nella libertà. È stato quello di metterli sullo stesso piano, confondendo un’opinione con un reato. Uccidere è reato, la pedofilia è reato. Nessuno ha mai messo in dubbio questo. Perché non fare altrettanto con il fascismo?  Dibattere se partecipare al Salone del Libro come casa editrice o singole persone diventa una scelta che può essere discutibile ma legittima. Condannare l’approvazione del Salone della presenza di Altaforte è un dovere che chiunque si definisca antifascista deve dirlo a parole e dimostrarlo con i fatti. Le dichiarazioni della sindaca Chiara Appendino del M5S che sostengono “Torino è antifascista e la Città ha la Medaglia d’Oro alla Resistenza” non bastano se non applicate in una ferma opposizione. Non solo Torino, ma tutta l’Italia è antifascista. Ribadirlo, sottolinearlo e comprendere pienamente cosa significhi è fondamentale. Avere una posizione chiara, netta e decisa è il primo passo verso la resistenza. Quella vera! Non è possibile tenere il piede in due scarpe. Bisogna smettere di far passare le idee fasciste come libere espressioni democratiche di pensiero e darle per scontate. Lo stesso Joseph Goebbels, Ministro della Propaganda Nazista sosteneva: “Uno degli aspetti più ridicoli della democrazia rimarrà sempre il fatto abbia essa stessa offerto ai suoi nemici mortali i mezzi mediante i quali distruggerla”.

E forse, è proprio in nome di questa democrazia che le idee fasciste continuano a proliferare e avanzare in Italia.

 

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