Prima di affrontare gli strumenti per riconoscere una Fake News il primo passo è sapere cosa sono e di conseguenza essere più preparati a riconoscerne le caratteristiche.
In primo luogo le Fake News, se le consideriamo prettamente come notizie false sono sempre esistite. Basti pensare alla convinzione religiosa che il sole o la luna fossero esseri senzienti o credenze analoghe. Già allora probabilmente era possibile dividerle in informazioni false dovute all’ingenuità della popolazione e informazioni false utilizzate da individui più intelligenti per assoggettare individui che lo erano meno.
Le Fake News sono tutte informazioni oggettivamente false e che vengono diffuse, ma questa terminologia ha ormai privato il concetto di molte sfumature che credo sia importante conoscere, anche per valutare su quali abbia senso investire il proprio tempo e quali possano essere tranquillamente ignorate e lasciate nel domenticatoio.
Una classificazione che a me piace di più è la seguente:
Bufale
Si parla di bufale quando l’informazione nasce e muore in poco tempo. Generalmente ha una forte diffusione ma scompare nel giro di poco. Per fare qualche esempio vecchio e che farà probabilmente sorridere una delle prime dell’epoca di Internet è stata quella dei Bonsai Kitten (https://it.wikipedia.org/wiki/Bonsai_Kitten), alla fine del 2000 il bonsaikitten.com sito pubblicò le istruzioni per la creazione di “Gatti in bottiglia” e prometteva di vendere un apposito kit fai da te. Secondo il sito era possibile richiudere dei gattini in appositi contenitore di vetro sagomato in modo da farli crescere con quella forma, esatamente come per i bonsai arborei. La voce si sparse e ci furono diverse proteste, anche di testate giornalistiche considerate importanti.
Evidentemente non era chiaro, ne ovvio, a tutti che questa notizia non fosse possibile, ma si trattava semplicemente di una goliardata realizzata da alcuni studenti del Massachusetts Institute of Technology (MIT).
Un’altra bufala sempre di moda e sempre attuale è quella di WhattsApp o Facebook che diventano a pagamento, gira per qualche settimana e poi come sempre scompare in in nulla di fatto. Il più delle volte sono cose innoque su cui sorridere.
Leggende metropolitane
Si chiamano Leggende Metropolitante quando invece tendono a ripetersi nel tempo, hanno una storia lunga, e si diffondono in maniera continua. Gli esempi sono molti come il classico degli alieni e l’Incidente di Roswell con annessa autopsia (https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_di_Roswell) che nonostante sbugiardato dagli stessi autori viene riportato periodicamente in auge da dubbi programmi televisivi o libri, la Teoria della terra piatta (https://it.wikipedia.org/wiki/Terra_piatta) di cui non credo di dover specificare nulla o il mito del Triangolo Delle Bermude (https://it.wikipedia.org/wiki/Triangolo_delle_Bermude) dove le navi e gli aerei sparirebbero misteriosamente.
Si chiamano Fake Newsquando si basano su fatti di attualità modificando la realtà o inventando realtà alternative. Esistono svariati motivi per cui possono esistere le Fake News e purtroppo capita spesso che vengano generate appositamente per per spostare l’opinione pubblica inventando fatti di cronaca o travisando dati. Questo è il genere di Fake News più subdolo e pericoloso e prende in maniera più appropiata il nome di Disinformazione
Disinformazione
Si parla di Disinformazionequando la notizia false viene utilizzata appositamente allo scopo di far credere di informare su un dato argomento, ma in realtà si sta tentando di convincere di qualcosa di non reale, o di pilotare un’opinione. Sono probabilmente il tipo di Fake news, più subdolo e difficile da eradicare in quanto il più delle volte fanno peso su dei pregiudizi o su bias cognitivi (https://www.efficacemente.com/mente/bias-cognitivi/)
Nel prossimo articolo parleremo del perché esistono e sarà un’informazione utile per comprenderle, e per comprendere le motivazioni di chi le crea, se ci sono.
staipa
06/04/2021 at 16:03https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-1/