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Worcup 17
Giovedì sedici luglio ci siamo incontrati in tanti a Worcup!, circa una cinquantina. professionisti e competenti diversi, in tanti campi. E non è stata solamente una bella serata d’estate, accompagnata da bevande e buon cibo. Abbiamo provato a lanciare una sfida, per quanto modesta, e con una certa dose di autoironia. E abbiamo incontrato molte persone motivate a raccoglierla e a rilanciarla. Dotate di altrettanta ironia, che non è poco! L’idea di costruire insieme il primo nucleo di una comunità al lavoro, che scambia competenze e reti per migliorare il proprio rapporto con il lavoro, per condividere questo cambiamento con gli altri e per tentare la strada della cooperazione in luogo di quella della competizione obbligata, è piaciuta. È stata riconosciuta. Ha trovato orecchie e cervelli capaci di restituirla arricchita di progetti, di programmi, di strade da seguire.
Adesso comincia per noi tutti una seconda fase, fatta di cura per il lavoro, di serietà serena. Impegnarsi è divertente, è appassionante se stiamo cercando di aiutarci per realizzare i nostri progetti, per portare avanti il nostro lavoro preferito. Anche, ogni tanto, per inseguire sogni. Ma quel che conta è ricostruire dal basso le comunità in grado di restituire al lavoro che ciascuno fa il suo posto, il suo valore, il suo merito. Quindi certamente la comunità vuole estendersi, e lo farà. Lo può fare attraverso le reti di conoscenza che abbiamo attivato, con una dinamica “social”, senza vincoli predeterminati. Ma deve farlo anche attraverso un percorso più sicuro e meditato, che comprenda altri appuntamenti e soprattutto la messa alla prova in progetti e realizzazioni. Deve esporsi alla valutazione, che non è giudizio ma spinta verso il miglioramento delle capacità collettive. Alla pratica del lavoro comune, generativa di apprendimenti ma mai scontata. Alla ricerca dell’equilibrio ottimale tra lo sviluppo di inclinazioni e la disciplina delle professioni, tra lo sperimentalismo e la produzione di reddito, tra il contromercato e il mercato.
Non siamo rappresentanti di una controcultura. Non siamo ossessionati dall’assomigliarci. Se vogliamo spingerci più in là, dovremo saper distinguere e selezionare, ma senza mai escludere. Immaginare geometrie variabili nelle collaborazioni, con contenuti diversi e adattabili, senza perdere di vista l’elemento chiave che ci spinge a questa esperienza comune: riorganizzare il lavoro, rimetterlo al centro, riconoscerne la funzione etica, ricollocarne la funzione economica, costruirci intorno, attraverso, un ecosistema di relazioni non più disegnato sulle dinamiche preda/predatore. Ma appunto ci vuole ironia, perché la realtà non si lascia ingannare, preme intorno, ci dice altro.
E allora per farlo intanto si lavora. Abbozziamo un metodo. Avremo tanti appuntamenti come quello della scorsa settimana. Per rinnovare il contesto (il… setting? J ), riannodare e riallineare i linguaggi, riprodurre sempre nuovi incontri, imparare a raccogliere e a curare i frutti, ri/disseminarli, dar loro un senso operativo. Questa settimana il giovedì parleremo di architettura sostenibile e in particolare di costruzioni con materiali naturali e poveri come la paglia, al termine di un workshop condotto a Coazze da uno dei nostri soci. E nel frattempo è anche partita la nostra prima campagna di Crowdfunding (http://www.crowdfunding-italia.com/projects/worcup-coworking/ ), perché la comunità può partecipare anche sostenendo Worcup! in questi primi mesi di lancio e rafforzamento!
Agosto sarà una pausa, breve. Settembre è già pieno di appuntamenti, formazioni, incontri. Ottobre pure. E lo spazio in coworking è aperto a tutti coloro che vogliono provare, anche solo per un po’, a lavorare in un contesto nuovo. Ci avete dato un grande entusiasmo, giovedì scorso. Anche chi non c’era per impegni vari, ma non ha fatto mancare l’appoggio. Ora la comunità lavora, possiamo solo crescere!
Worcup 17
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