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Dove siamo

Vini La Divina

Via Generale Dalla Chiesa, 2
Trofarello 10028 (Torino)
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Altre informazioni
Riferimento:
Claudio Lorenzoni
Presente dal: 24/06/2015
Voti: Loading
3

Vini La Divina: Produzione, commercializzazione e distribuzione Vini.

Vini La Divina

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“Scelgo il paradiso per il clima e l’inferno per la compagnia”
M. Twain

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E il purgatorio?
Ci hanno sempre fatto pensare al Purgatorio come ad un posto noioso, dove passare senza lasciar traccia, e senza che esso lasci traccia in noi. Un non-luogo dove succede di tutto e non succede niente.
Eppure è proprio grazie alla mescolanza di estremi che si trova nel mezzo – e quindi nel Purgatorio – che un biologo sui generis e un ex avvocato (se ci si ravvede prima dei 10 anni di carriera sì, si può evitare la pena definitiva ed eterna ed accedere al luogo di redenzione) si incontrano e danno vita a La Divina.

Narra la storia che un Claudio Lorenzoni alla presentazione del suo ultimo progetto di direzione artistica in un bar di Torino abbia incontrato un Giuseppe Amato. E una chiacchiera si sia portata dietro l’altra, e si siano mescolati l’arte e il vino, e i lavori strani che uno si trova a fare e quelli ancor più impossibili che non osa ammettere di desiderare.

Fino a che ecco, traghettati in un bicchiere, si salpa dal sogno e si approda al progetto, unendo capacità e conoscenze di due vite lontane e vicine: produrre e commercializzare vino di una volta, vino che sfugge alle classificazioni, e che al supermercato non si trova. Vino che per poterlo vendere devi essertelo in qualche modo conquistato. Aver stretto le mani che l’hanno prodotto e dimostrato di essere all’altezza di ciò che vuoi portare a casa: in questo mondo non basta il portafogli, ci vogliono gambe salde e storie da far diventare tue per esser all’altezza di quello che verrà proposto.

Entrando nel dettaglio della produzione, partiamo dall’Inferno dove troviamo “Infero” e “Lucifero”. Il primo è un vino rosso ottenuto da uve Nebbiolo raccolte sulle colline di Barbaresco. Il secondo nasce per dare onore al Dolcetto nella sua versione più classica e antica grazie alle uve provenienti dalle colline di La Morra/Novello.
Sempre nei gironi infernali troviamo Caronte, rosso ottenuto da uve classicamente legate alla tradizione contadina delle Langhe, grande Barbera adatto a piatti corposi, vino semplice ma molto determinato.
In Paradiso troviamo per il momento solo “Beatrice” che alcolicamente parlando è un arneis proveniente dalle affascinanti colline del Roero.

Infine approdiamo al Purgatorio (nella versione Brut ed extra dry), fonte di tutto, cui dedicheremo qualche parola in più: Il Purgatorio è frutto di un’uva che ha scelto di esser ribelle al suo destino. Provocatoria nei confronti di chi crede possa avere soltanto una veste dolce. Nel bicchiere scoprirete il fascino di un moscato secco, moderatamente frizzante che conserva al naso gli affascinanti profumi fruttati e floreali caratteristici di questo grande vitigno aromatico. Vino perfetto per l’aperitivo, ma per chi vuole (e sa) osare diventa complice in affascinanti abbinamenti. Esprime il meglio di sé servito ad una temperatura di circa 8/10 gradi. Un vino che pretende di esser versato, “respirato” ad occhi chiusi e poi bevuto, un vino che ti coinvolge e grazie al quale si apriranno ai tuoi occhi orizzonti mai immaginati prima…

– Testo di Valentina Cei –

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