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I cassetti della vita tra volere e volare

Ammazzo il tempo provando con l’auto meditazione canto un po’ nella testa uh uh uh uh uh uh…
e mi rilasso finché non avrò più addosso quel terribile ricordo rimasto…”
Così canta Max Gazzé in “La vita com’è”.

Ma com’è la vita ? Mente la si vive, mentre lei scorre intrecciandosi tra nostro volere, nostro volare, e anche nostro accettare, a volte capita di sentirsi persi, talmente tanto persi da non saper più quali scelte, ruoli, identità ci appartengano. A qualsiasi età può capitare che indecisione e smarrimento diventino i nostri “migliori” amici. Uno o più cassetti della vita, della nostra identità personale e sociale, inaspettatamente ma mai all’improvviso, sono, o solo appaiono, in disordine.

Esternalità ed interiorità si intersecano: fattori esterni a noi che influenzano la costruzione del sé, stati interiori che modificano la nostra visione del mondo (Weltanschauung rende meglio) tanto da influenzare il nostro atteggiamento e il nostro agire.

E’ un loop confusionale, qui descritto molto sinteticamente, con un effetto moltiplicatore che coinvolge il nostro dialogo interno e anche le relazioni con gli altri, comprese quelle lavorative dalle quali, in teoria, si tende ad escludere la vita privata.

A tutti sarà capitato di ….
…ricevere una telefonata promozionale: “Buongiorno, sono Mario e volevo proporle un’offerta interessantissima che più bianca non si può…”

E se invece ci avesse detto: “Buonasera, so che lei sta magari cenando e prometto che sarò breve. Vorrei comunicarle che può spendere meno sulla sua bolletta, fino al 50%. Ha voglia di approfondire i dettagli?”

La nostra reazione sarebbe stata la stessa? Magari sì. Però sicuramente rileviamo dall’operatore maggiore attenzione a noi, al fatto che ci sta scassando i cabbasisi (come si dice). Probabilmente gli offriremmo la possibilità di essere ascoltato.

…di affrontare un colloquio di lavoro, nel ruolo di selezionatore o in quello di selezionato, e nella fase del “Quali sono i suoi punti di forza?” la risposta è: “I miei punti di forza…ne ho diversi ma posso imparare in fretta” E se invece fosse: “ I miei punti di forza: in primo luogo apprendo molto in fretta”

…di commentare dicendo:“Sei un incapace, non vali nulla!” E se invece fosse: “Questo lavoro è poco efficiente. Come puoi provare a miglioralo?”

In ogni occasione il contenuto è il medesimo però, però…l’impatto è totalmente diverso.
E non necessariamente ciò dipende dal livello di competenze acquisito. Più spesso la risposta o la proposta dipende dall’atteggiamento, dallo stato d’animo, dalla percezione che abbiamo di noi, dell’altro, della vita, del mondo. E da dove arriva questa percezione? Dalla conoscenza e dalle esperienze fatte, subite o desiderate.

Valorizzare le esperienze positive e trasformare, non mistificare, quelle negative, può aiutarci a sistemare uno o più cassetti.

Per alcune persone, in alcune fasi della vita, la motivazione è la ricerca della stabilità, per altre invece è il movimento stesso svincolato dal grado di certezza cui può condurre. Sia in un caso sia nell’altro si corre il rischio che stabilità o movimento diventino abitudini cui si aderisce a priori, conferme cui ci si appiglia quando non se ne ha di altre fondanti. Quando non ci si sente.

Per costruire o recuperare passo dopo passo il nostro punto di ordine, quello che ci appartiene di più, quello scelto, quello che ci permette di autodeterminarci c’è una magia da fare? Un genio della lampada? Un’App ?

No, ci siamo noi, le nostre risorse, le esperienze che facciamo, il nostro dialogo interno e quello che scambiamo con l’ambiente, anche relazionale: amici, famigliari, compagni, colleghi, clienti, fornitori….

E se, indipendentemente dall’età, non abbiamo la più pallida idea di come “esserci”, non sappiamo quali strumenti esistano, oppure li conosciamo ma non sappiamo come attivarli, possiamo farcelo spiegare da chi già lo sa, da chi per mestiere li sperimenta e li spiega, li studia e li mette a punto; possiamo sperimentarli e vedere se funzionano; se le nostre esperienze, passate e future, si trasformano; se il loop può assumere tonalità powerizzanti ed energetiche invece che disfunzionali e contraddittorie.

E chi è che lo sa già ? Chi si occupa di Coaching, PNL (Programmazione Neuro Linguistica) e Mindfulness, per esempio.
Le opinioni in merito a questo ambito professionale sono purtroppo contrastanti, come spesso accade. Ma si tratta, appunto, di opinioni.
Indipendente dal rimando che Coaching, PNL e Mindfulness hanno nel nostro immaginario, quanti di noi ritengono che i ritmi frenetici spesso non ci consentono di prendere il tempo per noi e di chiederci davvero dove siamo e come vorremo opportunamente agire?
Se questa è la condizione che ci accomuna, anche momentaneamente, proviamo a ri-acquistare consapevolezza ed equilibrio, ognuno il proprio perché in fondo solo ognuno di noi può “sentire” il proprio baricentro.

Non è un richiamo all’artificiosità o all’intimismo esasperato, non è “fuffologia”. Piuttosto si tratta di sperimentare approcci alternativi con impatti benefici e immediati sui nostri cassetti della vita, nelle relazioni affettive e anche professionali.

Per credenti e increduli Worcup! propone in questo mese di novembre due primi appuntamenti, che sono sicuramente un’occasione per scoprire o consolidare la certezza che “ La risposta è dentro di te…”. E se è sbagliata è perché non ci ascoltiamo.

Clicca sui link per approfondire:

Serata Mindfulness
Serata PNL for Affaires


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