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All’armi! All’armi! All’armi siam Fascisti!

di Davide Amerio.

Fascisti si nasce o si diventa? Giusto ieri ho visto, sulla piattaforma TED, uno speech (un discorso) nel quale una neuroscienziata presentava il risultato di una ricerca, durata 25 anni, sulle emozioni umane, e sulle relazioni tra queste e cervello. Siamo in balia delle emozioni, oppure le creiamo noi stessi?

La ricerca scientifica.

Il risultato è eclatante. Le emozioni che viviamo, e che producono riflessi nel nostro corpo (mal di stomaco, farfalle nella pancia, batticuore, ansia, paura, etc etc, ma anche rabbia e risentimento), sono create dalla nostra mente in proporzione allo stress impiegato dal nostro cervello nel decifrare fattori sconosciuti o che non riusciamo a comprendere.

Per esempio, quando guardiamo una immagine, il nostro cervello si mette all’opera per interpretarla sulla base di ciò che già conosce. Cerca quindi di realizzare una “predizione” su ciò che stiamo guardando. Se non abbiamo elementi sufficienti per realizzare un’interpretazione di quanto abbiamo di fronte, ecco che ciò provoca un malessere dentro di noi (tipicamente ansia).

Sto semplificando, ovviamente. Il punto innovativo della ricerca è la dimostrazione che l’interpretazione che diamo, attraverso il nostro cervello, si basa su quanto conosciamo da esperienze precedenti. Più è alto il grado di incertezza nell’interpretare, più siamo insicuri; più insicurezza genera emozioni di difesa che a loro volta generano reazioni nell’organismo.

Non siamo quindi “assaliti dalla paura”, ma siamo “noi” a “generare la paura”. Questa chiave di lettura ci consente, secondo questo studio, di essere coscienti della possibilità di agire su queste emozioni, avendone consapevolezza, e di non esserne in balia.

Questo fatto implica una chiara e inconfutabile responsabilità dell’individuo nelle sue azioni.

Il ritorno dei Fascisti.

Se le neuroscienze allargano i confini della conoscenza dell’essere umano, la politica (perlomeno la nostra) agisce in senso opposto, con conseguenze catastrofiche, come i recenti fatti di Macerata dimostrano.

Troppo facile buttarla in caciara elettorale. Troppo comode le classificazioni.

Perché assistiamo a un “risorgimento” spudorato (e criminale) di fenomeni riconducibili a una matrice chiaramente razzista, intollerante, violenta, in una parola: fascista?

A sinistra si cercano mandanti morali. A destra si fan spallucce, i fascisti (sotto spoglie diverse) si inorgogliscono. Nessuno, sopratutto a sinistra – sempre pronti a puntare il dito sulle colpe (presunte) altrui,- si domanda come mai, in quest’ultima decade, i partiti che si richiamano al socialismo siano in crisi pressoché ovunque, mentre crescono astensione e destre. E i neofascisti camuffati da patrioti generosi spadroneggiano impunemente.

Prendiamo il caso dell’immigrazione. Possibile che tutto il dibattito, su un problema così complesso, si debba ridurre all’antitesi tra razzisti e buonisti? tra accoglienza e rigetto? tra umanità e indifferenza?

Nessuno è colto dal dubbio che queste antinomie siano create ad arte e siano figlie di quell’informazione partigiana dei media che sposa tesi differenti sulla base delle proprie convenienze politiche (ed economiche)? ovvero, tradotto in altri termini più espliciti: un’informazione che sposa le tesi del proprio padrone?

E di chi è la responsabilità di aver lasciato l’informazione, così concepita, in mano ai padroni, consentendo loro di manipolare la conoscenza della realtà secondo i propri scopi?

L’informazione manipolata.

Vediamo telegiornali, trasmissioni televisive, e quotidiani, che, costantemente, producono non conoscenza dei fenomeni complessi, ma ansia, paura, terrore e partigianeria; per non parlare delle menzogne attraverso le fake news, di cui sono i più autorevoli depositari.

Con quali conseguenze? Se avete letto la parte introduttiva di questo articolo, ora potete iniziare a farvi un’idea!

Ci sono esempi stupefacenti di integrazione nel nostro paese, così come esistono fenomeni inquietanti di criminalità che non si possono negare, e mettono a dura prova quel senso di “tolleranza” e di “umanità” cui vorremmo richiamarci. Negare questo aspetto, o marginalizzarlo, è un atto di irresponsabilità.

Non di meno è da irresponsabili trovare delle giustificazioni ad azioni come quelle di Macerata.

Le responsabilità politiche.

In conclusione, la responsabilità politica di ciò che accade è di chi sottovaluta certi fenomeni; così come di chi ha fatto scempio della cultura e della conoscenza nelle scuole per dotare le nuove generazioni della capacità di affrontare un mondo complesso. Ci sono scelte politiche ben precise (gli 80 euro barattando l’Italia come porto dell’immigrazione) che hanno avuto conseguenze devastanti.

Lo stesso dicasi per la giustizia piegata agli interessi di politici corrotti (i tempi di prescrizione ci pongono, agli occhi del mondo, come un paese in cui è “facile” farla franca), oppure l’occupazione continua e spudorata della televisione di Stato e l’impedimento a soggetti terzi di affermarsi per spaccare il duopolio Raiset (con eccezione de La7).

Per non dimenticarci dell’attacco mirato ai diritti e al benessere dei cittadini, in modo da rendere ciascuno più insicuro sul proprio futuro e, quindi, più arrendevole.

La volontà di mantenere un sistema informativo (e mediatico) legato ai padroni, non aiuta, e non aiuterà mai, a capire il reale accadere dei fenomeni. Abbiamo assolutamente bisogno urgente di “indipendenza” giornalistica, per ristabilire un minimo di aderenza delle narrazioni ai fatti reali (fuori! i padroni dalle Redazioni, per citare Giorgio Bocca).

Fascisti si nasce?

Fascisti non si nasce: sono i nostri ipocriti sistemi politici e informativi a crearli. Sono le incapacità di certa politica di ammettere di aver sbagliato; di non aver difeso gli interessi del paese, degli Italiani, in un sistema europeo soffocante. La scuola, l’informazione, la televisione, sono strumenti che dovrebbero aprirci verso il mondo, immaginando un futuro condiviso da creare, invece ubbidiscono solo più a logiche utilitaristiche di parte. Il vero terrorismo nasce dalla diffusione delle menzogne per soddisfare questi interessi.

La paura di ciò che non riusciamo a decifrare ci “assale”; così l’odio (di razza, di sesso, di pensiero), e la discriminazione, si impadroniscono delle nostre società, e restiamo senza difese, trasformandoci in complici e carnefici di noi stessi e sui più deboli di noi.

(D.A. 04.02.18)

Pubblicato anche su Scenarieconomici.it

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