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ALBUM DELLA SETTIMANA: #35 PEARLS BEFORE SWINE “BALAKLAVA” 1968

Pearls-Before-Swine-cover

IL SECONDO DISCO DI TOM RAPP E I SUOI PEARLS BEFORE SWINE “BALAKLAVA”

L’undici  di Febbraio scorso in silenzio se  ne  è andata  una delle figure  più interessanti del mondo del rock  psichedelico anni sessanta, “TOM RAPP”, per oltre  una decina  d’anni, dal ’65 al  ’76, ha  realizzato alcuni gioielli rimasti nell’oblio dei grandi dischi, riscoperto solo negli anni 80 e  ristampati a  più riprese,in particolare  i lavori con la sua  band,  di cui era  voce e  autore  di quasi tutta  la  produzione, “Pearls  Before  Swine”, in particolare  l’esordio , “One  Nation Underground” e il secondo “Balaklava”, che quest’anno compie  50 anni. Un disco concettuale  dall’anima  fortemente  antimilitarista, dedicato all’unico soldato americano fucilato per  diserzione durante seconda guerra  mondiale, Edward  Slovik. A dare  ancora  più senso a  questa  idea, la copertina,  per  cui venne usato  “Il Trionfo Della  Morte” di “Brueghel il  Vecchio” dipinto che  raccoglie  le angosce dell’inutilità della guerra. Rapp ci porta  in un  universo sonoro folk-acustico, dove  possiamo ascoltare  il suono di chitarre, violini, banjo, organo e  fiati vari, i testi sono opera  dello stesso Rapp eccezion fatta  per “Ring Thing” ispirata  dalla narrativa  di  Tolkien e  la  cover  di “Suzanne” di Leonard  Cohen.

Tom Rapp, left, is the singer and songwriter of Pearls Before Swine.

PEARLS BEFORE SWINE TOM RAPP IL PRIMO DA SINISTRA

 

Il titolo del disco, Balaklava,  è ispirato da  un delle  battaglie  più sanguinose  della storia, la carica  e l’inutile massacro del reggimento di cavalleria  britannica durante  la  guerra  di  Crimea. Un episodio tra  i più sentiti in merito alla   futilità dell’odio e del conflitto umano, meglio non poteva scegliere  come  titolo, anche se  poi il disco si addentra  in atmosfere  più intimiste come la cover  di Cohen e  la  visionaria “Images  of  April” ma  è l’unica  concessione  al di  fuori  della tematica del disco  che  si chiude  con il delirio violento di Tolkieniana memoria. Album da  avere  in un ideale  discografia  pacifista-psichedelica

 

 


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