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Dal 06 marzo 2018 al 27 maggio 2018 – Giorgio de Chirico. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti

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Anteprima 5 marzo 2018, h. 19

 

Nato a Volos, in Grecia nel 1888, e vissuto ad Atene, Monaco di Baviera, Milano, Firenze, Parigi, Ferrara, New York, Roma, dove morirà nel 1978, Giorgio de Chirico è tra i più importanti artisti del XX secolo. Dopo gli studi al Politecnico di Atene e all’Accademia di Belle Arti di Monaco, dove approfondisce la pittura simbolista di Arnold Böcklin e si avvicina al pensiero filosofico di Arthur Schopenhauer e di Friedrich Nietzsche, de Chirico arriva in Italia nel 1909. Nel 1911 è per un breve periodo a Torino, dove i pomeriggi dalle lunghe ombre e la griglia ordinata di strade, piazze e portici con i loro archi gli danno l’impressione, come scrisse, che “la città sia stata costruita per le dissertazioni filosofiche”.

Autore di un’arte nella quale l’intelletto domina sull’emozione e unisce con visionaria originalità la filosofia della Grecia mitologica con l’algida classicità del pensiero nordico, de Chirico è l’iniziatore della pittura metafisica, le cui immagini enigmatiche, attraverso una pittura caratterizzata da ombre nette e colori piatti, rimandano alla sospensione del tempo, all’immobilità, alla fragilità della coscienza, all’inesprimibile e allo smarrimento che sono grammatica dei sogni, cifra stilistica originale che è esito della profonda cultura filosofica, letteraria e figurativa dell’artista. Precursore del Surrealismo, a partire dagli anni Venti si impegna nel superamento degli stili. Emerge un interesse crescente del Pictor optimus per il tema della metamorfosi nel mondo antico, per quelle rifrazioni enigmatiche di senso che prima di sciogliersi nel nulla suggeriscono figure dell’esistere.

La mostra Giorgio de Chirico. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria presenta per la prima volta al Castello di Rivoli un selezionato nucleo di capolavori di Giorgio de Chirico provenienti dalla collezione di Francesco Federico Cerruti, offrendo così alla fruizione pubblica opere sino a ora celate nella Villa Cerruti di Rivoli, dimora voluta dall’imprenditore torinese negli anni sessanta ad uso esclusivo della propria collezione privata. Per ammissione dello stesso de Chirico, Torino, luogo che vide l’esplosione della pazzia di Nietzsche, è tra le città italiane che ispirarono i primi quadri metafisici con le loro atmosfere malinconiche. Includendo opere che spaziano dal 1916 al 1927, la mostra al Castello di Rivoli presenta otto importanti dipinti del maestro della Metafisica. Offrendo uno spaccato sull’inesauribile capacità metamorfica del genio di de Chirico, la mostra ne indaga la ricca eredità intellettuale presentando i suoi quadri in relazione con alcune tra le maggiori opere di arte contemporanea della collezione permanente del Museo, tra cui installazioni di Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto e Maurizio Cattelan.

Originale inventore di un pensiero nel quale le memorie personali hanno intrecciato un fecondo dialogo con i miti classici e la filosofia, nella sua continua ricerca, che incluse la libertà di citare se stesso e non fermarsi ad un unico stile, de Chirico abbracciò più metamorfosi artistiche per rispondere alle pretese di progresso della modernità, resistendone la razionalità e la fascinazione per la tecnologia.

In linea con lo spirito che caratterizza la Collezione Cerruti e la sua eclettica visionarietà, che dai fondi oro medievali spazia all’arte contemporanea, Giorgio de Chirico. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti propone un inedito viaggio nel tempo che mette in relazione le opere di de Chirico con alcune tra le maggiori opere di arte contemporanea della collezione permanente del Museo. Nella cornice del Castello – a sua volta luogo nel quale il passato rinnova continuamente il suo incontro con il presente – la mostra si articola attraverso una serie di dialoghi tra i quadri di de Chirico e opere di artisti contemporanei. Afferma Carolyn Christov-Bakargiev: “In de Chirico la riscoperta della mitologia classica non avviene come nel Rinascimento per ricostruire una storia del passato, ma per uscire dalla Storia, quella stessa che proprio dal Rinascimento ci ha portato a quell’accelerazione mortifera e ingestibile che arriva alla nostra contemporaneità. De Chirico è nietzschiano, antimoderno e contro lo storicismo. Rinnovando il concetto di un tempo circolare, l’artista si rifà alla mitologia e alla pervasività del concetto di metamorfosi che la caratterizza”.

[Giorgio de Chirico, Composizione metafisica (Muse metafisiche), 1918. Collezione Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte. Deposito a lungo termine presso Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino]


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